IL MUSEO TECNICO NAVALE DELLA SPEZIA

RICORDARE IL PASSATO, COSTRUIRE IL FUTURO

Testo di Leonardo Merlini
(Direttore del Museo Navale della Spezia)

Foto di Silvio Scialpi

Il Museo Tecnico Navale della Marina Militare della Spezia è il più importante in Italia nel suo genere e tra i più antichi, se non il più antico, al mondo.

Erede della millenaria tradizione marittima e navale italiana, conserva decine di migliaia di cimeli e reperti, testimonianze di ogni epoca – dai Romani, alle Repubbliche e città Marinare; dalle Marine preunitarie, alla Regia Marina ed infine all’attuale Marina Militare – e testimonianze del costante sviluppo tecnologico legato al mare.

La collezione risale al secolo XVIII, quando i cimeli della Real Marina Sabauda, via via conservati nella base navale di Villefranche-sur-mer, vicino a Nizza, formarono il primo nucleo del Museo. Amedeo VII di Savoia, detto il “Conte Rosso” realizzò proprio in quella località la prima base navale sabauda sul finire del XIV secolo e da qui prese avvio una prima forma di raccolta di oggetti che, nel 1775, ottenne il suo primo ordinamento quale museo.

Allo scoppio della Rivoluzione francese la struttura fu trasferita a Cagliari e poi a Genova, per trovare infine nel 1870, con l’Unità d’Italia e la costruzione dell’Arsenale Militare Marittimo, la sua collocazione definitiva alla Spezia. Dopo la ricostruzione dell’Arsenale, a seguito dei bombardamenti alleati e tedeschi della seconda Guerra Mondiale, il 12 maggio 1958 fu inaugurata la nuova e attuale sede.

La visita si snoda in varie sale, suddivise in diverse sezioni espositive, e le immagini di questo reportage ci propongono, attraverso una originale interpretazione artistica, una breve ma intensa esperienza visiva di accattivanti particolari che sicuramente colpiranno l’attento lettore di oggi e visitatore domani. Innanzitutto Nave Amerigo Vespucci (FOTO 1), la nave più bella del mondo, simbolo e ambasciatrice dell’Italia, e quindi del made in Italy, nel mondo, qui immortalata durante una delle innumerevoli soste nei porti dell’intero globo.

Una pregevole raccolta di modelli navali, molti dei quali realizzati dalle maestranze arsenalizie e del museo, testimoniano il costante progresso delle tecniche relative all’arte nautica, documentando così la storia della navigazione, dagli albori ai nostri giorni. Si tratta di imbarcazioni antiche, come ad esempio lo scafo delle navi romane recuperate nel lago di Nemi (FOTO 2) e la trireme ideata da Caio Duilio (uno dei primi grandi Ammiragli della storia) con il rostro e i corvi per abbordare le navi nemiche (FOTO 3); di vascelli delle marine degli stati preunitari, rievocanti i tempi della navigazione a vela; di modelli di unità navali italiane del XX secolo.

L’aria che si respira nel museo è intrisa di Storia, di Uomini, di Imprese che ci tramandano il coraggio, la capacità, l’intraprendenza e la straordinaria predisposizione all’innovazione tecnologica negli ambiti legati al mare, che da sempre contraddistingue la Marina italiana.

Nella sala dedicata a Guglielmo Marconi sono esposte testimonianze uniche dell’attività dell’inventore bolognese – come ad esempio un dispositivo utilizzato per la ricezione e trascrizione di segnali radio, tramite i punti e le linee dell’alfabeto Morse (FOTO 4) – oltre alla più importante collezione al mondo di apparati originali relativi alle prime esperienze di radiotelegrafia navale, svolte dallo stesso nel Golfo della Spezia.

La presenza degli Eroi di Marina è viva ed è suggellata dall’imponente statua di uno dei maggiori scultori italiani del ‘900, Francesco Messina, dedicata al pluridecorato comandante Costanzo Ciano (FOTO 5) eroe dei MAS nella Grande Guerra. Il sacrario dedicato ai sommergibili persi durante la seconda guerra mondiale (FOTO 6) ci invita a rivolgere il nostro deferente pensiero a tutti coloro che non esitarono a sacrificare la propria vita per un mondo e un futuro migliore.

Gli aspetti prettamente tecnici e specialistici sono trattati nelle sezioni di approfondimento tematico dove il visitatore può arricchire la propria esperienza e conoscenza.

La sala dedicata all’arma subacquea, con una vasta esposizione di siluri (FOTO 7) ci racconta l’evoluzione tecnologica di questo particolare e sofisticato sistema d’arma.

La sala dedicata all’eccellenza subacquea, che da sempre vede in prima linea la Marina Militare e la città della Spezia, ci testimonia l’evoluzione delle tecniche di immersione negli alti fondali, verso gli abissi (FOTO 8 e 9).

Una corposa sezione dedicata all’evoluzione di armi e artiglierie, propone all’attento visitatore un vastissimo assortimento di cannoni navali e non, di armi portatili e di altre apparecchiature che partono dal ‘500 per arrivare ai nostri giorni.. A suggello di tutto ciò, un piccolo cimelio, la palla incatenata (FOTO 10) utilizzata nelle bordate tirate durante gli scontri a fuoco fra velieri; e l’imponente centrale di tiro della corazzata Vittorio Veneto (FOTO 11) della seconda guerra mondiale, gemella della corazzata Roma, che, tramite l’impiego contemporaneo di ben 8 operatori, serviva per ottimizzare il calcolo del tiro in navigazione.

La splendida Sala delle Polene, unica al mondo e rarità nel suo genere, conclude la visita. Ventotto polene di diverse marinerie italiane e straniere, appartenute a vascelli dal XVIII al XX secolo, sono esposte in una suggestiva cornice che rievoca il loro originario posizionamento sul dritto di prora a solcare i mari e i venti. La loro origine è antica quanto la navigazione stessa; per secoli hanno protetto i marinai nei loro viaggi sul mare e oggi le ritroviamo con il loro fascino ancora vivo. Donne e guerrieri, dee, mostri e animali: figure realistiche e magiche allo stesso tempo che ci accolgono e ci accompagnano in questo meraviglioso viaggio, come Atalanta, polena rinvenuta nel 1868 alla deriva nell’oceano Atlantico, probabilmente appartenuta a un mercantile nordico (FOTO 12), o il bardo celtico, che adornava la prora della motonave Cambria, (FOTO 13) durante l’impresa dei Mille.

Il Museo Tecnico Navale della Spezia chiude i battenti solo a Natale, a Capodanno e a Ferragosto ed è sempre pronto a rinnovare con entusiasmo le emozioni delle decine di migliaia di visitatori che ogni anno lo frequentano. Non ci resta quindi che salpare per navigare fra storia ed eroi, guidati magari dalla polena di Cristoforo Colombo (FOTO 14) che, ora come allora, indica la via…